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La cometa VQR – di Andrea Zannini


ELZEVIRO – 21 FEBBRAIO 2020

La cometa VQR

di Andrea Zannini 


Inizia con questa pubblicazione, sul sito DIUM, “Elzeviro”: una nuova iniziativa dipartimentale, un esperimento che ha lo scopo di aumentare la circolazione delle idee e il confronto degli argomenti all’interno del Dipartimento. Non ci sarà periodicità, né scelta prefissata dei temi, purché di interesse generale: è una pagina bianca messa a disposizione di tutti, sulla quale possiamo tutti intervenire.
Le proposte di contributo devono essere inviate a: sitowebde.dium@uniud.it.

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Puntuale come un corpo celeste su un’orbita regolare è tornata la VQR, l’esercizio quinquennale di Valutazione della Qualità della Ricerca nazionale. Serve, sostanzialmente, allo Stato per suddividere i soldi che intende dare al sistema universitario utilizzando anche criteri scientifici di merito; e agli Atenei che ne vogliano tener conto per ridistribuire risorse, sulla medesima base, al proprio interno.

Per i laudatores temporis acti si tratta di una perversione burocratica-quantitativa: un’enorme macchina creata solo per complicare la vita dello studioso, che dev’essere spesa nella purezza dello studio e della ricerca. Per i filoneisti si tratta di una lama da affilare continuamente, ritagliando e segmentando SSD, indici citazionali e prodotti della ricerca per arrivare al Sacro Graal dell’algoritmo perfetto in grado di restituire il ranking scientifico di ogni ricercatore.

In mezzo, il sottoscritto e, mi sembra di poter dire, la stragrande parte del DIUM. Scettici sulla capacità di misurare qualsiasi cosa umana e, quindi, più di ogni altra, la ricerca scientifica, anche quella più apparentemente asettica e oggettiva; ma al tempo stesso consapevoli che un tentativo di distribuire soldi non solo sulla base dello “storico” (se non piuttosto sulla base della capacità di pressione del proprio Ateneo sul ministero) sia indispensabile.

Proprio per questo motivo, questo continuo rimescolamento delle regole e dei criteri che contraddistingue anche questa VQR3, questa faciloneria con cui si scrivono linee-guida e decreti ministeriali confliggenti, mortificano soprattutto noi, moderati della valutazione, soldatini diligenti ma non stolidi dell’armata universitaria. I fondamentalisti dell’una e dell’altra sponda rimarranno comunque nelle loro incrollabili certezze; noi, invece, ci sentiamo una volta di più come K. sotto il castello, aspettiamo fiduciosi che ci venga offerto un posto da agrimensore ma temiamo di finire a fare i bidelli.