University of Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

DIUM - Dipartimento di eccellenza 2018-2022 MIUR %} MENU

Events


February 2021

M T W T F S S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28

15th February 2021 dalle 19:00

20 minuti con il CRAF

Facebook - live talk — Il 15th February

20 minuti con il CRAF - Cresci

Il palinsesto Facebook "20 minuti con il CRAF" prenota un altro big della fotografia italiana per lunedì 15 febbraio ore 19:00. Dopo Franco Fontana, il Centro incontra Mario Cresci intervistato da Marco Rossitti, docente all’Università degli Studi di Udine, e Alvise Rampini, direttore del CRAF. Ha ricevuto nel 2013 il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia ed esposto a Spilimbergo per la mostra “Mario Cresci, dispiegati” gli storici nastri su pellicola fotografica del ’68 romano: “Siamo felici di condividere con il pubblico – afferma il presidente Enrico Sarcinelli – una puntata speciale, sicuramente più lunga di 20 minuti, per raccontare e celebrare un altro grande artista del nostro albo d’oro”.

Sin dagli esordi, il percorso fotografico del maestro ligure, nato a Chiavari nel 1946, è stato caratterizzato dalla ricerca e dalla sperimentazione: dagli “anti-reportage” in Basilicata, immerso nella cultura contadina, realizzati tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, alle serie elaborate a Bergamo, dove fino al 2000 è stato direttore dell’Accademia di Belle Arti, i suoi progetti sono il risultato di una proficua contaminazione tra fotografia, disegno, pittura, video, installazione.

Nel 1969 ha realizzato il primo environment fotografico in Europa alla Galleria Il Diaframma di Milano, ha successivamente esposto in alcune edizioni della Biennale di Venezia, in particolare nel 1993 “Muri di carta, fotografia e paesaggio dopo le avanguardie” e alla 55° Biennale nel 2013 con le fotografie della storica mostra “Viaggio in Italia” del Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo diretto da Roberta Valtorta. Dagli anni Novanta ad oggi ha ripreso il lavoro autoriale: “La sua estetica della fotografia rifiuta la logica dello spettacolo, del consenso – sottolinea Alvise Rampini – e ci restituisce un mondo filtrato attraverso altre discipline e saperi differenti”.

Partecipa attivamente al panorama artistico-culturale italiano, collaborando con i suoi articoli, dal 1995 al 2002, al supplemento domenicale del quotidiano Il Sole 24 Ore.
Molte anche le sue pubblicazioni di grafica e di saggistica sulla fotografia.
Nel 2004 si è tenuta alla Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di Torino la sua prima mostra antologica “Le case della Fotografia, 1966-2003” a cura di Piergiovanni Castagnoli. Nel 2007, per le Edizioni 24 Ore Motta Cultura pubblica, a cura di Enrico De Pascale, ha pubblicato la prima monografia del suo lavoro, nella collana Photo Tools, “Mario Cresci”. Dal 2010 al 2012 nasce il progetto “Forse Fotografia, Attraverso l’Arte; Attraverso la Traccia; Attraverso l’Umano”, a cura di Luigi Ficacci, Antonella Fusco e Marta Ragozzino: “La fotografia diventa oggetto – sottolinea - installazione, percezione e pretesto per immaginare”.
Dalla sua ricerca nasce la personale “Dentro le cose” a Palazzo dei Pio di Carpi, curata da Luca Panaro nel 2011 e nel 2013 la mostra “D’après Retablo.

Le sue opere sono presenti al Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) di Parma, al Museo delle Arti di Catanzaro (MARCA), al Museo della Fotografia Contemporanea (MUFOCO) di Cinisello Balsamo, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino e al MoMa di New York.

Dal 2004 al 2011 ha tenuto corsi di Teoria e metodo della fotografia allʼAccademia di Brera di Milano e negli anni precedenti al Politecnico di Milano, all’Orientale di Napoli, alla Facoltà di Lettere di Parma, allo IED e alla NABA di Milano. Attualmente svolge docenze e workshops alla Fondazione Fotografia di Modena e all’ISIA di Urbino.
Per diversi anni è stato visiting professor all’Ecole d’Arts Appliqués di Vevey.

Tra gli ultimi lavori di Mario Cresci, una serie dedicata a Charles Baudelaire: “La sua personalità, la profondità del suo pensiero fotografico – conclude Marco Rossitti – affascineranno certamente il nostro pubblico”.