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23rd September 2021

La necropoli achea della Trapezà a Eghion restituisce una sorprendente sepoltura

Rinvenute preziose armi in bronzo nel corso della decima campagna di scavo coordinata dalla prof.ssa Elisabetta Borgna nell'ambito del progetto "Archeologia in Acaia. Un paesaggio millenario tra Egeo e Adriatico"

È stata una scoperta inaspettata quella fatta dagli archeologi dell'Università di Udine impegnati anche quest'anno nell'indagine della necropoli della Trapezà di Eghion, in Acaia: da una tomba apparentemente modesta sono state recuperate tre spade la cui foggia rimanda alle officine dei palazzi mincenei. Con ogni probabilità si trattava di armi appartenute a guerrieri vissuti attorno al XIV secolo a.C. e al servizio del potere palaziale centrale, che controllava e distribuiva le armi in maniera mirata. La deposizione di spade nelle tombe di necropoli periferiche come quella della Trapezà non era infatti frequente. Immediato dunque il riferimento a Omero, che nel Catalogo delle Navi dell’Iliade racconta che “coloro che abitavano intorno a Eghion” furono parte del contingente condotto da Agamennone alla guerra di Troia e dunque appartenevano al territorio controllato dal regno di Micene.

A prescindere dalle suggestioni letterarie, la scoperta dei guerrieri di Eghion aggiunge un nuovo importante tassello per la ricostruzione dei confini politici del regno di Micene nel Peloponneso del Tardo Bronzo.

La necropoli della Trapezà è oggetto di studio da parte dell'Università di Udine dal 2010. Le campagne di scavo, coordinate dalla prof.ssa Elisabetta Borgna, fanno parte di un più ampio progetto, diretto da Andreas Vordos, funzionario del Servizio Archeologico greco e direttore del Museo di Eghion, per il Ministero greco della cultura nell'area archeologica dell'antica città di Rhypes . Il progetto ha ottenuto il supporto del Ministero Italiano degli Affari esteri e dell'Institute for Aegean Prehistory di Philadelphia. Nel corso degli anni le indagini, concentrate sui contesti abitativi e funerari della zona, hanno riportato alla luce diversi siti di grande rilevanza, tra cui varie tombe a camera e un edificio con impianto a megaron – caratteristico dell’architettura micenea.

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