Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

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Giovanni Curatola

La mente è come un paracadute: se non si apre non serve a niente.

A. Einstein

Curatola-Ritratto

Giovanni Curatola

Archeologia e storia dell’arte musulmana (L-OR/11)


  • Professore ordinario
  • Tel: 0432 556623
  • Email: giovanni.curatola@uniud.it
  • Link: Elenco delle pubblicazioni
  • Studio: Palazzo Caiselli, secondo piano, stanza L2-16
  • Insegnamenti: Archeologia e Storia dell’Arte Musulmana; Storia delle Arti Decorative Islamiche; Cultura dell’Oriente Islamico

Giovanni Curatola

Archeologia e storia dell’arte musulmana (L-OR/11)


  • Professore ordinario
  • Tel: 0432 556623
  • Email: giovanni.curatola@uniud.it
  • Link: Elenco delle pubblicazioni
  • Studio: Palazzo Caiselli, secondo piano, stanza L2-16
  • Insegnamenti: Archeologia e Storia dell’Arte Musulmana; Storia delle Arti Decorative Islamiche; Cultura dell’Oriente Islamico
Curatola-Ritratto

La mente è come un paracadute: se non si apre non serve a niente.

A. Einstein

La mia formazione è orientalista, essendomi laureato in Lingue e Letterature Orientali a Venezia (Cà Foscari) nel 1976. Dall’ottobre del 1984 al giugno del 1989 sono stato Ricercatore presso quell’Ateneo. Dal giugno 1989 sono docente presso l’Università degli Studi di Udine, prima come Associato (1989-2001) e poi come straordinario e ordinario. Ho perfezionato i miei studi grazie a borse di studio presso la SOAS di Londra. Ho svolto attività di archeologo in Iran e in Giordania (1977, 1987) e collaborato con numerose istituzioni universitarie non solo europee. Sono uno specialista di Arte e archeologia islamica e i miei settori di indagine sono stati le architetture e le arti decorative dei vasti mondi islamici.

Ho viaggiato molto; conosco direttamente i maggiori siti musulmani di Spagna, di tutto il Maghrib, dell’Egitto, della Siria, Iraq,  Giordania, Turchia, Paesi caucasici, Iran, Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan, Kirghisistan, India, Asia Centrale, Cina. Ho una buona conoscenza dell’area del Golfo Persico e di Oman e Yemen; in Arabia Saudita sono stato solo per un ciclo di conferenze.  Ho partecipato a moltissimi congressi in varie parti del mondo e in vari continenti (esclusa l’Australia), e ho tenuto conferenze e seminari nelle principali università e centri di ricerca islamici di qua e di là dall’Atlantico. Nel 1991 ho partecipato quale rappresentante italiano al progetto Unesco dello Studio Integrale delle Vie della Seta – Le vie marittime, recandomi nelle Filippine, in Cina, Corea  e Giappone e partecipando a sette convegni internazionali. Nel 2003-2004 (da novembre a giugno) sono stato inviato in qualità di esperto dal Ministero degli Affari esteri italiano a Baghdad presso il Ministero della Cultura della CPA, dove ho ricoperto il ruolo di sottosegretario (con delega alle attività del “Cultural Heritage”) nel governo della Coalizione.

Ho scritto molto, financo troppo. Oltre a lezioni e conferenze un’attività parallela e continua è stata quella della curatela di grandi mostre sull’arte islamica. Nel 1993 ho curato la mostra e il catalogo Eredità dell’Islam. Arte islamica in Italia, a palazzo Ducale a Venezia. Prima e (per ora) ultima mostra con materiali islamici italiani provenienti da 70 prestatori.  Altre mostre curate personalmente sono state nel 2000: Sciamani e Dervisci dalle steppe del Prete Gianni. Religiosità del Kazakhstan e percezione del fantastico a Venezia, al Museo Correr di Venezia. Nel 2010-11 è stata la volta della mostra: Arte della Civiltà islamica. La collezione al-Sabah. Kuwait, a Milano (Palazzo Reale) che è stata anche esposta a Vienna (Kunsthistorisches Museum, 2011), a Seoul  2013 (National Museum of Korea), a Roma 2015 (Scuderie del Quirinale) e in Bahrain 2018 (National Museum of Bahrain). Nel  2018 ho curato la mostra: Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, alla Galleria degli Uffizi e al Museo Nazionale del Bargello.  Ho scritto saggi per cataloghi di varie mostre, delle quali però non ho avuto la curatela.

Oltre all’attività di insegnamento e di ricerca, attualmente ho in corso una collaborazione con la Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Firenze per scavi e ricerche nella Giordania meridionale (Petra e Shawbak), dove cerco di dare una mano nello studio delle architetture e dei materiali islamici della Missione. Negli anni ho sviluppato un particolare interesse per gli usi e costumi islamici e sono un buon conoscitore (ed estimatore) delle tradizioni alimentari e culinarie di quelle culture. Da un ventennio faccio parte del comitato scientifico della Foundation Max Van Berchem di Ginevra.

Divorziato, due figli, due nipoti. Guido solo motociclette (Honda Crossrunner 800), tifo Viola, e gioco da un trentennio a calcetto con e contro gli studenti.