Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

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Alberto Savioli

Non vivere se non da uomo libero, ti sazierai di vita o morirai.
‘Urwa ibn al–Ward

savioli-ritratto

Alberto Savioli

Laboratorio di Archeologia orientale


Alberto Savioli

Laboratorio di Archeologia orientale


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Non vivere se non da uomo libero, ti sazierai di vita o morirai.
‘Urwa ibn al–Ward

Mi sono laureato in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine, con una tesi in Archeologia e Storia dell'arte musulmana dal titolo Le tribù beduine della Siria e l’arte del tatuaggio. Ho approfondito lo studio del tatuaggio presso la società tribale siriana sviluppando dei progetti di etnografia.
Come archeologo ho lavorato in diverse missioni archeologiche, specializzandomi nei rilievi, nella topografia e nei software informatici applicati all’archeologia, dai GIS (Sistemi informativi territoriali) che permettono di analizzare il territorio raccogliendo dati di diversa natura, fino ai più recenti utilizzi del drone in ambito archeologico e topografico (modelli 3D, ortofoto e filmati).

Dal 1996 lavoro in Medio Oriente, dove ho partecipato a campagne di scavo con differenti missioni archeologiche. Con l’Università di Udine nei siti di Tell Shiukh Fawqani, di Mishrifeh/Qatna (una capitale regionale dell’età del Bronzo Medio e Tardo) e con la Missione Archeologica Italiana (Udine/Milano) nel deserto della Palmirena, un progetto di ricognizione nel territorio circostante l’oasi di Palmira.
Sempre in Siria ho lavorato nel sito di Ar-Rawda con l’Università di Lione. In Arabia Saudita a Tayma con il Deutsches Archäologisches Institut (DAI) di Berlino, in Turchia nei siti della Regione di Niğde con l’Università di Pavia e in Georgia nel Progetto Shida Kartli con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Dal 2012, in qualità di archeologo-topografo ed esperto di GIS, faccio parte del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive (PARTeN), un progetto di archeologia dei paesaggi nel Kurdistan iracheno. Sempre nell’ambito di PARTeN, lavoro sul sito di Gir-e Gomel/Gaugamela e al programma di scavo, documentazione, restauro e valorizzazione dei rilievi assiri di Faida (Kurdistan iracheno).
La conoscenza di GIS, uno strumento che permette di analizzare e rappresentare entità presenti su un territorio, mi ha permesso di sviluppare progetti in diversi ambiti di ricerca: dall’archeologia, alla mappatura delle attività umanitarie in Siria della Ong COSV (diritti umani, dialogo interculturale, sviluppo economico, salute, educazione), fino a un progetto etnografico di mappatura delle tribù beduine nell’area di Palmira per conto della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Su questo quest’ultimo argomento, ho tenuto delle lezioni nell’ambito del corso di Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine su “Nomadismo e Archeologia. Struttura sociale, cultura ed evidenze materiali che i nomadi lasciano nelle loro transumanze”.

Dopo aver lavorato come libero professionista, sono stato assegnista di ricerca e attualmente ricopro un ruolo di tecnico-ricercatore presso il DIUM all’Università di Udine.

Allo scoppio delle Primavere arabe in Medio Oriente, la conoscenza della Siria mi ha permesso di collaborare con diversi giornalisti e con la rivista di geopolitica LiMes.
Nel 2018, ho scritto Allah, la Siria, Bashar e basta?, un libro sulla Siria presentato al Salone del libro di Torino e al Bookcity di Milano. Utilizza un doppio linguaggio narrativo-saggistico per raccontare la storia del Paese e comprendere i fenomeni in corso.

Pubblicazioni

Allah, la Siria, Bashar e basta?

Caserta 2020