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Coronavirus, donne e Università – di Elisabetta Scarton


ELZEVIRO – 9 MARZO 2020

Coronavirus, donne e Università

di Elisabetta Scarton 


“Elzeviro” è una nuova iniziativa dipartimentale, un esperimento che ha lo scopo di aumentare la circolazione delle idee e il confronto degli argomenti all’interno del Dipartimento. Non ci sarà periodicità, né scelta prefissata dei temi, purché di interesse generale: è una pagina bianca messa a disposizione di tutti, sulla quale possiamo tutti intervenire.
Le proposte di contributo devono essere inviate a: sitowebde.dium@uniud.it.

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È un virus (sostantivo maschile) ed è stato battezzato Corona (nome proprio femminile). Ne facciamo una questione di genere? E magari proprio l’8 marzo? Non io, che su WA non ho inviato mimose e tra gif e cartoline avrò ricevuto sì e no quattro auguri a dispetto delle decine che mi arrivavano in passato. Non è certo cambiato l’affetto di chi mi sta intorno, ma in questo momento c’è altro per cui farsi gli auguri.

A Milano, nel cuore della zona rossa, un ciclo di lezioni di alta formazione coordinato dalla filosofa Annarosa Buttarelli ha però lanciato strali contro «l’impotenza dei potenti e l’inadeguatezza della cultura di origine maschile», contro «lo stile generale violento e suicidario delle forme virili di governo». Non vi è dubbio che oggi – molto più che in passato, e non lo dico solo da storica – le donne abbiano una consapevolezza e una forza diverse, come non vi è dubbio che molte siano ancora dolorosamente vittime, ma da qui al festeggiare «la lungimiranza che hanno avuto nel condannare un sistema di governo del mondo impostato su modelli maschili non più sostenibili» (anche il riferimento all’emergenza del Covid-19) credo che ci vorrà ancora del tempo. Se le parole di Buttarelli vogliono essere anche un invito a occupare di più gli scranni della politica da parte delle donne ben venga. E allora che le donne si facciano avanti. Succederà, lentamente. Guardiamo all’università: fino a 30 anni fa era un universo quasi completamente maschile. I numeri del DIUM oggi parlano per noi. Su 75 membri tra docenti e ricercatori, 27 sono donne e 11 di loro sono p.o. (esattamente quante gli ordinari maschi).