Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
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13 Dicembre 2018 — Sabato 15 dicembre, a conclusione del 3° Corso FIPSAS

Archeologia subacquea in Friuli Venezia Giulia: ricerca, tutela, volontariato

Ipotesi di accordo tra Soprintendenza, Ateneo di Udine e FIPSAS e risultati delle ultime campagne di scavo archeologico subacqueo

Sabato 15 dicembre il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (DIUM) dell’Università di Udine organizza un incontro dedicato all’“Archeologia subacquea in Friuli Venezia Giulia” che vedrà la partecipazione delle componenti che, a vario titolo, sono coinvolte in questo settore, dall’ambito della ricerca a quello della tutela, al volontariato. Saranno analizzate le possibili strade di coinvolgimento dei subacquei ricreativi ai fini di diffondere consapevolezza e contribuire alla difesa del patrimonio culturale sommerso.

In particolare, verrà esposta l'ipotesi di accordo tra Soprintendenza, Università di Udine e FIPSAS volto al controllo, alla manutenzione e allo studio del relitto Grado 2, da eleggere anche come luogo di esercitazione dei volontari già formati e da formare. Saranno inoltre presentati i risultati delle ultime campagne di scavo archeologico subacqueo del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, sia in ambito regionale (fiume Stella – Anaxum Project), sia in Sicilia (Kaukana Prject).

L’appuntamento è per sabato 15 dicembre dalle 10.30 nella sala del Consiglio di palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine.

Interverranno: Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale dell’Università di Udine; Luigi Fozzati, già Soprintendente per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia; Riccardo Visintin, della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee; Saverio Rossi, luogotenente del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine; Simonetta Bonomi, Soprintendente per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio del Friuli Venezia Giulia; Andrea Zannini, Direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo di Udine.

L’occasione dell’incontro è offera dalla conclusione del terzo Corso di Archeologia Subacquea in Friuli Venezia Giulia organizzato dal Comitato regionale della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (FIPSAS), destinato ai subacquei ricreativi che intendono prestare opera di volontariato nell’ambito dell’archeologia subacquea. A conclusione dell’incontro verranno consegnati i diplomi di frequenza al Corso.

Nella didattica FIPSAS questo corso di specialità è la risposta tecnico/culturale per la formazione di operatori subacquei (non professionisti) competenti nel riconoscere, rilevare e trattare reperti in immersione, a supporto delle attività di tutela della Soprintendenza. Anche in questa edizione il corso di archeologia subacquea ha visto impegnato anche il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, che ha affiancato con le proprie competenze le lezioni curate dagli istruttori (Riccardo Visintin, Enrico Torlo e Roberto Battiston) ed esperti del settore, con la regia di Luigi Fozzati.

«L’Università di Udine ritiene imprescindibile il dialogo con il territorio – spiega Massimo Capulli – il che significa supportare non sole le iniziative volte alla diffusione della conoscenza del bene culturale, ma anche alla sua protezione, particolarmente in un elemento mutevole e quasi sempre dinamico come l’acqua».

Il corso, durato più di un mese e conclusosi da qualche giorno, è stato coordinato da Riccardo Visintin di Udine, con brevetto di istruttore di archeologia subacquea. In qualità di docenti hanno partecipato: Luigi Fozzati, Massimo Capulli, Michelangelo Munarini, studioso di produzioni ceramiche medievali, e Stefano Caressa, titolare della omonima ditta di lavori subacquei.

Le lezioni teoriche si sono tenute presso la sala Millo del Comune di Muggia e la sede del Gruppo Alpino di Sevegliano/Privano, mentre le esperienze pratiche sono state condotte nelle acque prospicenti Punta Sottile di Muggia, dove nella seconda edizione del corso, venne “osservata” una struttura antropica vicino alla strada che da Muggia porta alla Slovenia.