Università degli Studi di Udine

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T.S. Eliot’s Four Quartets in Italy

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T.S. Eliot’s Four Quartets in Italy


  • Translations, Appropriations, Canonization (1944-2013)
  • Autore/i: Eleonora Gallitelli
  • Editore: Brill Academic Pub
  • Anno di pubblicazione: 2026
  • ISBN: 978-90-04-691

T.S. Eliot’s Four Quartets in Italy


  • Translations, Appropriations, Canonization (1944-2013)
  • Autore/i: Eleonora Gallitelli
  • Editore: Brill Academic Pub
  • Anno di pubblicazione: 2026
  • ISBN: 978-90-04-691
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Come sono stati accolti i Four Quartets di T.S. Eliot in Italia? Come sono stati letti dagli intellettuali italiani? Dopo le prime edizioni americana (1943) e inglese (1944), in Italia i poemetti iniziarono a circolare in forma frammentaria, principalmente sulle riviste nate durante o subito dopo il secondo conflitto mondiale, nel contesto dei disordinati e fecondi fervori editoriali che animarono la scena intellettuale in tutta la penisola. La fame di cultura e l’ansia di rinnovamento trasversali ad artisti e letterati di diversi orientamenti e scuole, come ha osservato Laura Caretti, generò intorno ai Quartetti «una sorta di gara che ha spinto all’emulazione i nostri traduttori con sicuro vantaggio della resa stilistica del difficilissimo testo inglese».

Il volume ripercorre la storia della ricezione italiana del capolavoro di Eliot, dall’iniziale lotta per l’appropriazione sulle riviste letterarie del secondo dopoguerra, dove i componimenti vennero letti alternativamente come espressione di rassegnazione o di fede, di un elaborato ermetismo o di una personale musicalità, fino ad arrivare alla canonizzazione e alla traduzione intersemiotica in immagini e voce.

Se i due traduttori napoletani Raffaele La Capria e Tommaso Giglio, influenzati da Elio Vittorini, ne proposero una lettura ideologica, quella di Leone Traverso fu un’appropriazione stilistica, volta a rendere i versi di Eliot più preziosi e oscuri, alla maniera di Montale. Fu una poetessa, Margherita Guidacci, a offrire una prima interpretazione religiosa, mentre il critico Emilio Cecchi cercò di ostacolare le traduzioni altrui. Uno spartiacque nella ricezione dell’opera è segnato dalla pregevole edizione in volume del 1959, curata dal diplomatico Filippo Donini per Garzanti, a cui si ispirano tutte le traduzioni successive, compresa quella più recente del 2013, accompagnata dagli eleganti acquerelli dell’artista argentino José Muñoz.

Eleonora Gallitelli è professoressa associata di Lingua inglese, Traduzione e Linguistica presso l’Università di Udine (DIUM). È autrice della monografia Il ruolo delle traduzioni in Italia dall'Unità alla globalizzazione. Analisi diacronica e focus su tre autori di lingua inglese: Dickens, Faulkner e Rushdie (2016) e di diversi articoli sulle traduzioni italiane di autori inglesi e americani.