Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

DIUM - Dipartimento di eccellenza 2023-2027 MUR MENU

Officina digitale

Officina digitale


Responsabile scientifico: Tiziano Toracca

Finanziamento: Dipartimento di Eccellenza
Officina digitale

Officina digitale è stato sostenuto e finanziato dal Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine (DIUM) nell’ambito delle azioni progettuali promosse nel triennio 2023-2027 in qualità di Dipartimento di Eccellenza. In fase di presentazione, è stato sostenuto attraverso una manifestazione di interesse dal Centro Studi-Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, dal Centro Interdipartimentale di ricerca Franco Fortini in Storia della Tradizione Culturale del Novecento dell’Università di Siena, dalla Fondazione Camillo Caetani, dal Gruppo di ricerca «Officina 900» dell’Università di Parma e dall’Unione Culturale Franco Antonicelli. In vista del raggiungimento del suo obiettivo principale, il progetto ha visto il coinvolgimento di decine di colleghe e colleghi di vari Atenei per lo più italiani e ha richiesto alcune ricerche d’archivio a Bologna, Firenze, Pavia, Milano e Torino. Hanno inoltre collaborato alla raccolta e alla catalogazione della documentazione, all’editing e alla correzione di bozze, la dott.ssa Serena Tirelli (grazie a un progetto di tirocinio post-lauream) e la studentessa Sveva Giordani Ressel (grazie a un progetto di tirocinio curriculare interno di cui sono stato promotore e tutor).

Obiettivi

L’obiettivo di Officina digitale consisteva nel realizzare un’edizione digitale open access della rivista «Officina» (1955-1959) per Pendragon Editore, già titolare dei diritti di pubblicazione. Questa nuova edizione della rivista, dopo l’Anastatica del 2004, avrebbe garantito una sua fruizione completamente diversa – più ampia, aggiornata e di maggiore valore scientifico – rispetto al passato. Il progetto prevedeva infatti che tutti i testi pubblicati nei quattordici numeri della rivista bolognese usciti tra la primavera del 1955 e la primavera del 1959 (1-12 prima serie; 1-2 seconda serie) fossero introdotti e commentati da studiosi e studiose selezionati dal responsabile scientifico sulla base delle rispettive esperienze e competenze scientifiche. La digitalizzazione e la ripubblicazione di ciascun testo presente sulla rivista fondata da Pier Paolo Pasolini, Francesco Leonetti e Roberto Roversi (alla quale si aggiunsero poi, come redattori, Franco Fortini, Angelo Romanò e Gianni Scalia) doveva cioè essere accompagnato da un doppio apparato esplicativo (nota introduttiva e note di commento “pop-up”) teso a orientare il lettore e a sistematizzare e a contestualizzare i testi e le loro traiettorie nel campo letterario italiano del Secondo Novecento. A questo doppio apparato se n’è aggiunto, dove è stato possibile, un terzo: alcune note di commento rimandano infatti, a seconda dei casi, a una serie di materiali eterogenei relativi ai testi di volta in volta introdotti e commentati: manoscritti e dattiloscritti, originali e copie, inediti, apparati variantistici, lettere, note diaristiche, schemi, interviste, appunti, fotografie, frontespizi o altri paratesti ritenuti utili a inquadrare al meglio i vari contributi. L’edizione è introdotta da un saggio del curatore.

Risultati nell'ambito delle DH

Realizzazione di un’edizione digitale, aperta e interrogabile perché disponibile in open access sulla piattaforma dell’Università di Udine e sul sito dell’editore.

Eventi correlati

È prevista una doppia giornata di studi dedicata alla nuova edizione di «Officina»: la prima si terrà all’Università di Udine alla presenza di alcuni colleghi e di alcune colleghe che hanno collaborato alla sua realizzazione (autunno 2026); la seconda si terrà a Bologna (in sede ancora da decidere) alla presenza dell’editore.