Profiling linguistic and sociological diversity in Italian global space.
Ricerca
Profiling linguistic and sociological diversity in Italian global space.
Minority and regional languages and communities in migration areas
Responsabile scientifico: Francesco Zuin
Pagina del progetto sul sito del Laboratorio di comunicazione e linguistica

Il progetto si propone di indagare in modo sistematico e innovativo la presenza, la vitalità e le trasformazioni delle lingue minoritarie e regionali di origine italiana nelle comunità emigrate all’estero e affronta una questione centrale per la tutela del patrimonio culturale immateriale: il destino delle lingue e delle identità linguistiche in contesti migratori complessi e fortemente plurilingui. La ricerca prende in esame un ampio spettro di realtà geografiche e sociali: comunità di origine veneta e friulana in Sud America e in Romania (Università di Udine); comunità toscane (lucchesi) negli Stati Uniti (Università per Stranieri di Perugia); gruppi francoprovenzali faetani in Canada e Svizzera (Università di Chieti–Pescara). Questi contesti rappresentano veri e propri laboratori per il contatto linguistico, nei quali le lingue ereditarie convivono con quelle dei paesi di insediamento e, in alcuni casi, con l’italiano standard.
Il progetto si articola su due livelli di analisi strettamente integrati. Da un lato, una prospettiva sociolinguistica, volta a misurare la vitalità esterna e interna delle lingue migrate: la loro diffusione nella comunità, la trasmissione intergenerazionale, gli ambiti d’uso, gli atteggiamenti dei parlanti e i fenomeni di cambiamento indotti dal contatto linguistico. Dall’altro, una prospettiva sociologica, che ricostruisce le storie migratorie familiari, le reti sociali, i percorsi di inclusione socio-economica e culturale e i processi di rielaborazione identitaria delle comunità coinvolte. L’obiettivo è comprendere se e come le caratteristiche sociali delle comunità influenzino il mantenimento o l’erosione delle lingue di origine.
Dal punto di vista metodologico, la ricerca combina strumenti quantitativi e qualitativi: questionari sociolinguistici e sociologici, interviste in profondità, autobiografie linguistiche, raccolta di testi orali e scritti, materiali audiovisivi e documentazione storica. Questo ampio corpus di dati consentirà non solo analisi comparative tra contesti diversi, ma anche una riflessione teorica sui rapporti tra multilinguismo, identità e cambiamento linguistico nelle migrazioni di lunga durata.
Uno degli esiti più rilevanti e innovativi del progetto è la creazione di un Archivio Digitale open access delle lingue regionali e minoritarie migrate, ospitato su infrastrutture universitarie e progettato secondo i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable). L’Archivio raccoglierà e renderà disponibili interviste, registrazioni audio-video, testi, questionari e analisi, costituendo una risorsa di grande valore sia per la comunità scientifica sia per le comunità di parlanti, in un’ottica di restituzione, valorizzazione e rafforzamento dei legami con i territori di origine. Il progetto, della durata di 24 mesi, è condotto da un gruppo di ricerca interdisciplinare che coinvolge:
- Università di Udine – Francesco Zuin (P.I.), Raffaella Bombi; assegnista di ricerca Diego Sidraschi, collaboratrice Silvia Cabriolu
- Università di Chieti-Pescara – coordinatrice unità locale Carmela Perta; Valerio Pisaniello; Valentina Del Vecchio assegnista di ricerca
- Università per Stranieri Perugia – coordinatrice unità locale Maria Dentale; Stefania Scaglione, Stefania Tusini, Barbara Nicoletti assegnista di ricerca.
Le tre unità integrano le competenze di linguistica, sociolinguistica con quelle della sociologia delle migrazioni e delle digital humanities. Grazie a questa sinergia, la ricerca mira non solo a produrre avanzamento scientifico, ma anche a contribuire concretamente alla tutela del patrimonio linguistico e culturale italiano e minoritario nel mondo, promuovendo inclusione, consapevolezza identitaria e sostenibilità culturale.