Università degli Studi di Udine

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La tradizione classica tra Sette e Ottocento nelle arti figurative a Venezia e nel suo territorio

La tradizione classica tra Sette e Ottocento nelle arti figurative a Venezia e nel suo territorio

Storia dell'arte e Architettura

La tradizione classica tra Sette e Ottocento nelle arti figurative a Venezia e nel suo territorio


Coordinatore: dott. Roberto De Feo

Storia dell'arte e Architettura

La tradizione classica tra Sette e Ottocento nelle arti figurative a Venezia e nel suo territorio


Coordinatore: dott. Roberto De Feo

La tradizione classica tra Sette e Ottocento nelle arti figurative a Venezia e nel suo territorio

Il gruppo di ricerca concentra la sua attenzione sulla produzione artistica d’ambito veneziano e Veneto realizzata soprattutto tra gli ultimi decenni del XVII secolo e la prima metà del XIX, con particolare attenzione rivolta alla pittura, alla scultura e alle cosiddette arti decorative che strette relazioni ebbero con il gusto definito genericamente neoclassico.
La rilettura della figura e dell’opera degli artisti protagonisti in anni particolari, i quali videro radicali cambiamenti politici e sociali in una Venezia al crepuscolo della sua millenaria storia repubblicana, diventando dominio austriaco, francese e ancora austriaco, dovrebbe contribuire alla messa in luce di una realtà storica particolarmente complessa.

L’identificazione di capi d’opera che all’epoca godettero di fama e influenzarono la civiltà figurativa non solo locale, spesso perduti o soltanto nascosti in collezioni private durante gli anni che certo non furono favorevoli al Neoclassicismo, oltre a restituirne la visualizzazione, diventano l’occasione per una rilettura anche delle relazioni intercorse tra coloro che stretti rapporti ebbero con esse: gli autori, i committenti, gli intellettuali che ne discussero e spesso parteciparono alla loro genesi, i problemi con i regimi dominanti e la censura.

In particolare lo studio si concentra sulla decorazione interna del Palazzo reale di Venezia attorno agli anni Cinquanta dell’Ottocento e specificatamente la realizzazione in chiave storicistica ed esotica dei cosiddetti Appartamenti di Massimiliano d’Asburgo, sulla monografia del pittore ornatista Vincenzo Chilone (1758–1839) e sulla produzione pittorica di Angelika Kauffmann tra il 1782 e il 1785 per prestigiosi committenti veneziani, in primis Andrea Memmo.

Fondamentali per la riuscita di tali ricerche si rivelano le collaborazioni soprattutto con enti e istituzioni quali la Fondazione Musei Civici di Venezia, la Fondazione Giorgio Cini e i comitati stranieri per la salvaguardia di Venezia.