Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

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Simone Dotto

Siamo tutti miserabili buffoni e siamo al freddo

W. Shakespeare / J. E. Williams

Dotto-ritratto

Simone Dotto

Cinema, fotografia e televisione (L-ART/06)


Simone Dotto

Cinema, fotografia e televisione (L-ART/06)


Dotto-ritratto

Siamo tutti miserabili buffoni e siamo al freddo

W. Shakespeare / J. E. Williams

Mi sono laureato all’Università degli studi di Torino con una tesi sul montaggio sonoro nella popular music a partire dal caso di My Life in Bush of Ghosts. Alle mie preoccupazioni (col senno di poi non del tutto infondate) di essermi mosso troppo liberamente tra argomenti disparati il mio relatore, Peppino Ortoleva, rispose con una distinzione zoologica fra la ricerca del topo, che sceglie un punto solo per scavarvi a fondo, e quella della volpe, che preferisce scovare connessioni vagando da un punto all’altro.
I miei anni al dottorato in Studi Storico Artistici e Audiovisivi all’Università di Udine mi avrebbero permesso di continuare a coltivare l’interesse per i media sonori convertendomi alle “ragioni del topo” e introducendomi ai piaceri dello scavo d’archivio, al punto da farne il centro del mio lavoro di tesi. Sotto la supervisione di Leonardo Quaresima ho approfondito il processo di istituzionalizzazione della registrazione acustica nell’Italia di inizio Novecento fino alla fondazione del primo archivio fonografico pubblico, la Discoteca di Stato, in una tesi poi pubblicata con il titolo Voci d’Archivio. Fonografia e culture dell’ascolto nell’Italia tra le due guerre (Meltemi, Milano 2019). Negli stessi anni ho anche iniziato a collaborare con il coordinamento del FilmForum International Film and Media Studies Conference e con il comitato editoriale delle riviste Cinema&Cie, Cinergie e della collana “Plexus” per Meltemi. In questi contesti ho potuto approfondire le mie conoscenze dei Sound Studies e della Media Archaeology, traducendo anche qualche contributo al dibattito internazionale.
Le esperienze successive al dottorato hanno riportato a galla il “metodo della volpe”, mettendomi a confronto con ambiti di interesse differenti. Dal 2018 insegno Storia e Tecnica della Televisione e dei Nuovi Media alla laurea triennale in DAMS; ho preso parte a diversi progetti riguardanti, a vario titolo, la critica e la cultura cinematografica italiana nel periodo compreso tra Fascismo e Repubblica. Collaborando con il progetto HERA ViCTOR-E, coordinato da parte italiana da Francesco Pitassio, ho approfondito la conoscenza del cinema non-fiction, in particolare quello industriale e sponsorizzato, in Europa nel periodo successivo alla fine della Seconda guerra mondiale.
La mia attività di ricercatore al DIUM nei ranghi del PRIN Modi, memorie e culture della Produzione cinematografica Italiana 49-76, coordinato da Mariapia Comand, rappresenta un’occasione per guardare ai rapporti fra medium cinematografico, organizzazione industriale e cultura del lavoro da un’altra angolazione e lungo un arco cronologico più esteso, mantenendo l’attenzione per l’ambito delle cinematografie specializzate: apparentemente minori, esteticamente discutibili, politicamente compromesse e, proprio per questo, decisamente interessanti.

Pubblicazioni

Il cervello di Carnè. Letterario 1941–43, di U. Casiraghi, G. Viazzi

Milano 2021 (a cura di S. Dotto, A. Mariani)

The Mediumship of the Digital: Sound Recording, Supernatural Inquiry and the Digital Afterlife of Phonography

in: S. Natale, D.W. Pasulka (curr.), Believing in Bits: Digital Media and the Supernatural, New York 2019, 55–70

Avant-garde and Popular Forms Between Music and Visual Media. Transhistorical and Intermedial Investigations

Cinèma&Cie 33 (2019) (a cura di S. Dotto, M.T. Soldani, F. Mouillot)