Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

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Elisabetta Borgna

Un dí vedrete
mendico un cieco errar sotto le vostre
antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne,
e interrogarle.

U. Foscolo

Borgna-Ritratto

Elisabetta Borgna

Civiltà egee (L-FIL-LET/01)


Elisabetta Borgna

Civiltà egee (L-FIL-LET/01)


Borgna-Ritratto

Un dí vedrete
mendico un cieco errar sotto le vostre
antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne,
e interrogarle.

U. Foscolo

Mi sono laureata a Trieste nel 1986 in Civiltà egee con una tesi sull’uso di arco e frecce nel mondo miceneo, una ricerca che mi ha consentito un approccio di tipo multidisciplinare, comprendente l’analisi delle fonti archeologiche, figurative, storiche e filologiche.

Dopo la laurea i miei interessi e le mie esperienze mi hanno portato ad occuparmi tanto di preistoria italiana, con particolare riguardo all’età del bronzo, quanto di archeologia egea. Mi sono specializzata infatti presso la Scuola Nazionale di Archeologia dell’Università di Roma “La Sapienza” con una tesi in Paletnologia sul tema dei ripostigli di bronzo e delle forme di approvvigionamento e scambio del metallo nell’età del bronzo italiana e ho quindi usufruito di una borsa di perfezionamento ad Atene presso la Scuola Archeologica Italiana, che mi ha consentito di ampliare e approfondire la mia preparazione in ambito egeo-mediterraneo. In Grecia ho avuto modo di partecipare ai progetti di ricerca della Scuola italiana a Creta, nel prestigioso sito palaziale di Festòs, sotto la guida di Vincenzo La Rosa, che mi ha affidato lo studio dei contesti archeologici della tarda età del bronzo, quelli che testimoniano la presenza dei Micenei nell’isola tra XIII e XI sec. a C. L’esperienza cretese è stata per me fondamentale: ho continuato a lavorare per anni al progetto Festòs nell’ambito di una collaborazione che non si è ancora conclusa. Sui materiali di Festòs ho condotto la mia ricerca di dottorato, svolta presso l’Università di Roma “La Sapienza”, sotto la guida di Renato Peroni e Alberto Cazzella.

Ho quindi approfondito e perfezionato le mie competenze nello studio della protostoria con viaggi e soggiorni di studio – come Visiting scholar a Cambridge (con il tutorato di Colin Renfrew), dove ho affinato la mia impostazione teorica e metodologica arricchendola del contributo dell’antropologia,  e in altri prestigiosi centri di ricerca europei, tra i quali il Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz; in Germania ho usufruito di borsa di ricerca presso la Ludwig-Maximilian Universität di Monaco di Baviera. Nel 1999 sono entrata come ricercatore all’Università di Udine dove ho poi preso servizio da professore associato nel 2005. Nel 2014 ho ottenuto l’abilitazione nazionale all’ordinariato.  

Ho partecipato a moltissimi convegni e diversi ne ho organizzati nella sede udinese nell’ambito di collaborazioni nazionali e internazionali; ho preso parte, come coordinatrice locale, a reti di ricerca in diversi progetti su temi di protostoria italiane ed egea.

In Friuli ho raccolto l’eredità della mia maestra, Paola Cassola Guida, continuando a curare iniziative di scavo, ricerca e collaborazione con Soprintendenza e istituzioni locali per la conoscenza e la valorizzazione della protostoria regionale, con particolare riguardo ai lineamenti caratterizzanti il paesaggio archeologico regionale, ossia castellieri e tumuli funerari. Materiali provenienti dagli scavi regionali sono oggetto di studio per tesi, tirocini ed esercitazioni degli studenti presso il Laboratorio di Preistoria e Protostoria del DIUM, fondato da Paola e ora coordinato da me con Susi Corazza.

Per quanto riguarda la protostoria, molte energie ho dedicato allo studio della metallurgia e della circolazione del bronzo e su questi temi ho condotto a termine progetti che prevedevano sinergie internazionali, in particolare con i colleghi sloveni dell’Università e del Museo di Lubiana.

Attualmente dirigo un progetto che mira ad estendere l’orizzonte della ricerca regionale dalla terra dei tumuli e castellieri dell’alta pianura alla pianura costiera, che fu teatro di relazioni intensissime durante la protostoria: lo scavo che dirigo nell’insediamento di Ca’ Baredi/Canale Anfora (Terzo di Aquileia), parte del più ampio progetto “Paesaggi sepolti e sommersi. Aquileia e il suo territorio dall’Eneolitico all’età del ferro” ha l’ambizione di far luce sul passato di Aquileia romana.

Quanto all’archeologia egea, oltre allo studio della società tardominoica di Creta, mi sono occupata di interazione e scambio nel Mediterraneo dell’età del bronzo e di pratiche sociali e rituali, tra le quali soprattutto le forme di convivialità e di “feasting” in contesti precedenti l’istituzionalizzazione del simposio. Da alcuni anni mi occupo di archeologia della morte grazie al coordinamento di un progetto pluriennale in collaborazione con il Servizio Archeologico greco, incentrato sull’esplorazione di una necropoli micenea del Peloponneso occidentale (“Archeologia in Acaia. Un paesaggio millenario tra Egeo e Adriatico”, sostenuto dall’Institute for Aegean Prehistory di Philadelphia e dal Ministero italiano degli Affari Esteri).

Nelle mie attività didattiche, che comprendono l’insegnamento triennale e magistrale presso il DIUM, corsi presso la Scuola di Specializzazione Interateneo con Trieste e Venezia e nell’ambito del Dottorato di ricerca in Scienze dell’antichità, cerco di portare l’esperienza della mia ricerca e di coinvolgere in questa esperienza gli studenti.

Pubblicazioni

Natural and Human Components shaping a Landscape of Memory during the long-term Occupation of the Trapezà, Aigion, Achaea

in: E. Borgna, I. Caloi, F. Carinci, R. Laffineur (curr.), Mneme. Past and Memory in the Aegean Bronze Age, Proceed. of the 17th Intern. Aegean Conference, Udine-Venezia, Apr. 2018, Leuven 2019, 329–338 (con De Angeli, Licciardello, Mercogliano, Vordos)

Risorse metallifere e metallurgia dell’età del bronzo in Friuli

in: E. Borgna, P. Cassola Guida, S. Corazza (curr.), Preistoria e protostoria del Caput Adriae, Firenze 2018, 309–341

From Minoan Crete to Mycenaean Greece and beyond. The Dissemination of Ritual Practices and their Material Correlates in the Field of Ceremonial Architecture

in: J. Maran, Ph. Stockhammer (curr.), Materiality and Practice: Transformative Capacity of Intercultural Encounters, Oxford 2012, 137–151

Individual Burials and Communal Rites: The Manifold Uses of the Monumental Architecture in the North-Adriatic Early Bronze Age

in: E. Borgna, S. Mueller-Celka (curr.), Ancestral Landscapes. Burial Mounds in the Copper and Bronze Ages (Central and Eastern Europe – Balkans – Adriatic – Aegean, 4th-2nd millennium), Lyon 2011, 279–289

Native Traditions of Drinking at Phaistos during the Mycenaean Period

in: J. Wright (cur.), The Mycenaean Feast (A Symposium at the Annual Meeting of the Archaeological Institute of America, January 2002) [Hesperia suppl.] Princeton 2004, 127–159