Università degli Studi di Udine

DIpartimento di Studi UManistici
e del patrimonio culturale

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Marina Rubinich

If we want to know where we're going, we need to trace our trajectory, to see where we've come from. That is why archaeology is so important.

P. Bahn

Rubinich-Ritratto

Marina Rubinich

Archeologia classica (L-ANT/07)


Marina Rubinich

Archeologia classica (L-ANT/07)


Rubinich-Ritratto

If we want to know where we're going, we need to trace our trajectory, to see where we've come from. That is why archaeology is so important.

P. Bahn

Mi sono laureata a Torino in Lettere Classiche con una tesi sulle arule arcaiche in terracotta con scene di lotte fra animali dall’antica città magnogreca di Locri Epizefiri. Ho continuato gli studi a Napoli (Università ‘Federico II’), dove ho conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Archeologia, con una dissertazione sulla policromia nell’architettura arcaica e classica della Magna Grecia e della Sicilia, e di nuovo a Torino, con una borsa di studio di post-dottorato per lo studio degli intonaci dipinti greco-occidentali.

Fin dalla laurea e per circa 20 anni, ho collaborato, come archeologo professionista, con varie Soprintendenze e Musei (Torino, Siracusa e, soprattutto, Reggio Calabria), Università (Torino, Udine) e Istituti, fornendo assistenza scientifica sui cantieri di scavo e redigendo migliaia di schede di reperti archeologici di età greca e romana secondo gli standard ministeriali. Sempre come professionista ho partecipato alla progettazione e all’allestimento di mostre e di musei (Museo di Reggio Calabria, 1996; Museo di Locri Epizefirii - 1998), sia come segretaria scientifica (Mostra ‘I Greci in Occidente’ – Palazzo Grassi 1996) sia come co-curatore e coordinatore del Comitato scientifico (Mostra ‘Le Arti di Efesto. Capolavori in metallo dalla Magna Grecia’ – Trieste 2002, insieme ad A. Giumlia-Mair).

Ho insegnato a Udine dal 1996, come docente a contratto, fino al 2004, quando sono entrata in ruolo come ricercatore.

Attualmente insegno Produzioni artigianali del mondo antico alla triennale in Beni culturali e Archeologia dei Greci d’Occidente alla magistrale in Scienze dell’antichità; inoltre, sono membro del collegio del dottorato in Scienze dell’antichità e di quello della Scuola di specializzazione in beni archeologici.

Dal 2002 dirigo lo scavo archeologico scientifico-didattico dell’Ateneo udinese sul sito delle Grandi Terme costantiniane di Aquileia e sono responsabile del Laboratorio di ricerca e didattica archeologica dove gli studenti imparano a trattare e studiare i reperti dello scavo aquileiese. Fra 2007 e 2009 ho diretto lo scavo didattico nel santuario di Afrodite a Locri Epizefiri, in Calabria, dove ho guidato gruppi di studenti udinesi anche tra 1998 e 2002, quando non ero ancora di ruolo.

Ho pubblicato rapporti di scavostudi su edifici, contesti e classi di reperti di età greca e romana, saggi su problemi di iconografia e iconologia e di archeologia del culto, soprattutto della Magna Grecia. Tra questi ricordo gli ampi capitoli monografici nel Corpus dei pinakes di Locri Epizefiri (tavolette votive in terracotta con scene a rilievo tratte dal mito e dal culto di Kore-Persefone) e il libro dedicato alla ricca collezione magnogreca del conte Augusto de Brandis, conservata nel Museo Civico di Udine. Attualmente sto preparando una monografia sugli scavi del ‘900 alle Grandi Terme di Aquileia, a cui seguiranno vari volumi miscellanei dedicati ai singoli settori di scavo e ai loro materiali.

Pubblicazioni

Adduzione e distribuzione delle acque nelle Grandi terme di Aquileia: i dati dello scavo

in: G. Cuscito (cur.), Cura Aquarum. Adduzione e distribuzione dell’acqua nell’antichità, Atti della 48a Settimana di Studi Aquileiesi (Aquileia 10–12 maggio 2017), AAAd, 88, 2018, 87–106

Dioniso. Un dio fuori dalle regole?

in: P. Ferrari, B. Figliuolo (curr.), Uscire dalle regole. Scritti per Umberto Sereni, Udine 2018, 15–25