Università degli Studi di Udine

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e del patrimonio culturale

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Rivediamoci tra 2000 anni... Il nostro tempo visto dagli archeologi del futuro


Rivediamoci tra 2000 anni... Il nostro tempo visto dagli archeologi del futuro

Rivediamoci tra 2000 anni... Il nostro tempo visto dagli archeologi del futuro


  • Curatore/i: Marina Rubinich
  • Editore: Editreg
  • Luogo: Trieste
  • Anno di pubblicazione: 2020
  • ISBN: 9788833490304

Rivediamoci tra 2000 anni... Il nostro tempo visto dagli archeologi del futuro


  • Curatore/i: Marina Rubinich
  • Editore: Editreg
  • Luogo: Trieste
  • Anno di pubblicazione: 2020
  • ISBN: 9788833490304
Rivediamoci tra 2000 anni... Il nostro tempo visto dagli archeologi del futuro

Supponiamo che fra 2000 anni si sia perduta ogni notizia della nostra civiltà, che rimangano solo minimi frammenti del nostro pensiero scientifico, filosofico, religioso, di lingue e scritture, che si siano perdute perfino le tradizioni popolari, che la rete di collegamenti informatici sia stata distrutta... Gli archeologi del futuro, se esisteranno, dovranno interpretare gli oggetti della nostra quotidianità senza alcun aiuto, come oggi succede per i manufatti di culture lontanissime da noi nel tempo. Un immaginario ritrovamento del 4020 è l’espediente per riflettere sul lavoro dell’archeologo, sul suo ruolo nel mondo contemporaneo e anche sui suoi limiti, soprattutto quando cerca di decodificare, oltre alla funzione, il significato dei “manufatti”, la sua fonte documentaria più importante. Per quanto usi metodi scientifici rigorosi, ricerche multidisciplinari e tecniche di indagine sempre più raffinate, l’archeologia fa fatica a penetrare il pensiero che sta dietro le cose, a trasformare i frammenti di oggetti in momenti di esistenza. Non è una critica ma un invito ad esserne consapevoli, certi che l’archeologia non è una scienza esatta ma è pur sempre una scienza». Il volume è concluso da un saggio di Frederick Mario Fales dal titolo: “La cultura materiale che ci circonda e come leggerla” (pp. 112-122), dedicato alla nascita e all'evoluzione del concetto e all'intreccio della società e delle sue "cose".

Ricercatore all’Università degli studi di Udine, MARINA RUBINICH si occupa di archeologia greca, magnogreca e romana e ha diretto per anni lo scavo didattico dell’Ateneo udinese ad Aquileia, sul sito delle c.d. "Grandi Terme”" costantiniane, di cui sta curando l'edizione delle stratigrafie e dei materiali. Tra le numerose pubblicazioni scientifiche (rapporti di scavo, studi su varie classi di reperti e su temi iconografici) si segnalano gli ampi contributi nel Corpus dei pinakes di Locri Epizefiri (tavolette votive in terracotta con scene a rilievo tratte dal mito e dal culto di Persefone) e la monografia dedicata alla Collezione magnogreca del conte Augusto de Brandis, conservata nel Museo Civico di Udine.